Padre Daniele Badiali

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Devi giocarci la vita

Carissima Betta

Sono a casa di Maximo, un  ragazzo del taller, arrivato oggi da Chacas per fare domani una giornata di oratorio con i ragazzi di questo caserio. C’è tanta pace, non mi sembra vero, e così avendo già preparato il piano d’attacco per domani ne approfitto par scrivere un po’…..

Mi sento più chiamato in causa con la mia vita, e per di più ora che ho vissuto e ho visto i poveri, li ho conosciuti, tengo nel mio cuore volti noti, non posso tornare indietro.

Così ognuno nella vita piano piano deve lasciarsi intrappolare, e anch’io ora mi ritrovo a dover essere ben deciso su ciò che voglio vivere. Sì…desidero percorrere questo cammino verso il Signore, come un incredulo, un cieco, un peccatore… Così mi sento: un peccatore, uno che non ha fede, che però ha capito che solo nella direzione del Signore è possibile incontrare una verità.

Tutto ciò che facciamo è solo un mezzo per poter dire alla fine della vita:”Signore, ho cercato di fare qualcosa per te, perdona i miei peccati, abbi pietà di me”.

Mi ritrovo tanto contento nell’essere qua in mezzo a questa povera gente, in mezzo ai bambini, in tutto ciò che facciamo i momenti più veri sono ancora quando facciamo la carità. Così piano piano è scoprire che per seguire il vangelo non devi guadagnare niente, tutto ciò che hai dallo gratis. E invece quante volte si lavora soltanto per un rendiconto, nello stesso lavorare per i poveri sempre si aspetta il momento in cui la gente stessa sia capace di portare avanti le cose. Ma l’autosufficienza non è la strada del vangelo, e la vita ci dice che quando uno prende in mano un peso quello sarà la sua croce. Lo vediamo bene qua a Chacas, ora come ora è impensabile poter andare via, ma piano piano devi capire che devi giocarci la vita. Ugo già da tempo ha capito questo, gli insuccessi sono sempre alle porte, ciò che lo spinge ad andare avanti è la speranza che il Signore possa accoglierlo tra le sue braccia quando dovrà presentarsi al suo giudizio e rendere conto di ciò che ha vissuto.

Mi fanno sempre più paura le parole di Gesù: “dar da mangiare agli affamati,… dar da bere agli assetati, vestire gli ignudi…” Il Signore ci ha detto che saremo giudicati su questo, e se non lo facciamo, dove andremo a finire? Se mi guardo un poco dentro mi ritrovo ancora tanto lontano dal vangelo, da Gesù, dai suoi insegnamenti, vorrei saper vivere di più… non sono capace, spero il Signore mi aiuti ad essere più fedele a lui. Desidero tanto incontrarlo al termine di questa vita.

Un saluto alla tua famiglia. Con affetto

Daniele

COLPA, 09/05/86