Padre Daniele Badiali

...ogni giorno partirò!

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il Signore ha avuto tanta bontà con me oggi

Carissimo P.Ugo provo una gioia grande nello scriverti in questo momento solo per dirti che il Signore ha avuto tanta bontà con me oggi…

Mi ha fatto un regalo grande. Sì Ugo, mi ha fatto diventare Padre Daniele

“Mira lo che ha echo mi Senor”… “todo todo es regalo del Senor”…

sono qui come un bambino a ripetermi “Mira lo che ha echo mi Senor” desidero fidarmi come un bambino a occhi chiusi sulle orme di quel bimbo che corre veloce e già l’ho perso di vista…

Caro Ugo, la tua lettera è arrivata mezz’ora prima dell’ordinazione, l’ho letta, e poi Giorgio l’ha letta prima della fine della messa…Come mi è stato vicino Giorgio, piangeva come piangevi tu all’ordinazione diaconale, stamattina mi ha confessato e mi ha tenuto con sé fino al momento dell’ordinazione, e poi durante la messa mi ha rivestito degli abiti sacerdotali.

Il vescovo Francesco Tarcisio è stato molto bravo, ho sentito il suo affetto.

Così è iniziato questo cammino Ugo, so che porta alla croce se lo prendi sul serio.

Non voglio imbrogliare nessuno, anch’io come tutti l’unica verità che devo vivere è perdere la mia vita ogni giorno, essere pronto a morire ogni giorno e accorgermi che sono tanto lontano, avendo il coraggio di dire sempre a voce alta la verità, il cammino da fare che non viene da me. E così le parole si tramutano in un dolce nome che questa sera durante l’ordinazione ho pronunciato tante volte…GESU’….GESU’….Solo il suo nome e il nome di MARIA, la sua mamma. E subito era un pensare alle persone care, era un chiedere la grazia che questo cammino faccia sbocciare altre vocazioni… E così pure in mezzo alla commozione di tanti, agli auguri, al sentirmi dire che bravo, sentivo dentro di me chiaro che non ho più tempo da perdere che l’andare verso Gesù è più urgente di qualsiasi altra cosa. Come sentirmi dire “attento, attento, solo Gesù conta, lui deve crescere e tu devi diminuire… Ecco perché sento il bisogno del silenzio, non delle parole, la mia vita deve andare a Gesù… Ecco perché devo morire….

Eppure la gente fa festa attorno a me… è giusto così, loro devono far festa, io devo imparare a morire,

e le contraddizioni del mondo le ho tutte dentro di me, Gesù l’ho già perso in partenza, il suo cammino va oltre a qualsiasi mio tentativo di mettermi sulle sue braccia…

Eppure lo devo fare, e sono contento di fare questo, e provo gioia nel sapere che le cose più belle che potrò donare non vengono da me ma dal Signore… E dopo averle regalate anch’io mettermi in ginocchio e camminare.. e pregare…

Sì, Gesù è lassù, arriveremo Ugo a incontrarlo un giorno? Il cammino dell’operazione sarà ancora la cosa più vera da vivere anche per me, devo imparare a prenderlo sul serio, lavorando duro e imparare ad obbedire ai ragazzi… e ai poveri… Alla fine rimane questo desiderio di lasciarsi portare via, non decidere io, come sempre, ogni giorno è una scommessa da rifare… Vorrò perdere ogni giorno?

Pensando a te penso a tutti i ragazzi, digli la mia gioia e il mio bene, digli che li porto nel cuore.

Che bello iniziare il cammino da prete vicino a te…porterò la chitarra, camminerò per i sentieri delle Ande.

Ciao Ugo a presto tuo Padre Daniele, ma sempre figlio

Faenza 22/6/91 h. 0.30