Padre Daniele Badiali

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La vocazione alla santità

Il Signore Gesù, maestro e modello divino di ogni perfezione, a tutti e a ciascuno dei suoi discepoli di qualsiasi condizione ha predicato quella santità di vita, di cui egli stesso è autore e perfezionatore: «Siate dunque perfetti come è perfetto il vostro Padre celeste» (Mt 5,48)1 . Mandò infatti a tutti lo Spirito Santo, che li muova internamente ad amare Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima, con tutta la mente, con tutte le forze (cfr Mc 12,30), e ad amarsi a vicenda come Cristo ha amato loro (cfr. Gv 13,34; 15,12).

I seguaci di Cristo, chiamati da Dio, non a titolo delle loro opere, ma a titolo del suo disegno e della grazia, giustificati in Gesù nostro Signore, nel battesimo della fede sono stati fatti veramente figli di Dio e compartecipi della natura divina, e perciò realmente santi. Essi quindi devono, con l'aiuto di Dio, mantenere e perfezionare con la loro vita la santità che hanno ricevuto. Li ammonisce l'Apostolo che vivano « come si conviene a santi » (Ef 5,3), si rivestano «come si conviene a eletti di Dio, santi e prediletti, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di dolcezza e di pazienza » (Col 3,12) e portino i frutti dello Spirito per la loro santificazione (cfr. Gal 5,22; Rm 6,22). E poiché tutti commettiamo molti sbagli (cfr. Gc 3,2), abbiamo continuamente bisogno della misericordia di Dio e dobbiamo ogni giorno pregare: « Rimetti a noi i nostri debiti » (Mt 6,12)2.

È dunque evidente per tutti, che tutti coloro che credono nel Cristo di qualsiasi stato o rango, sono chiamati alla pienezza della vita cristiana e alla perfezione della carità3 e che tale santità promuove nella stessa società terrena un tenore di vita più umano.

Per raggiungere questa perfezione i fedeli usino le forze ricevute secondo la misura con cui Cristo volle donarle, affinché, seguendo l'esempio di lui e diventati conformi alla sua immagine, in tutto obbedienti alla volontà del Padre, con piena generosità si consacrino alla gloria di Dio e al servizio del prossimo.

Così la santità del popolo di Dio crescerà in frutti abbondanti, come è splendidamente dimostrato nella storia della Chiesa dalla vita di tanti santi.

Dalla Costituzione dogmatica sulla Chiesa, Lumen Gentium n. 40


1 Cf. ORIGENE, Comm. Rom. 7,7: PG 14, 1122B. PS. MACARIO, De Oratione, 11: PG 34, 861AB. S. TOMMASO, Summa Theol. II-II, q. 184, a. 3.

2 Cf. S. AGOSTINO, Retract. II, 18: PL 32, 637s. PIO XII, Encicl. Mystici Corporis, 29 giugno 1943: AAS 35 (1943), p. 225.

3 Cf. PIO XI, Encicl. Rerum omnium, 26 genn. 1923: AAS 15 (1923), pp. 50 e 59-60 [Collantes 7.319-20]; Encicl. Casti Connubii, 31 dic. 1930: AAS 22 (1930), p. 548. PIO XII, Cost. Apost. Provida Mater, 2 febbr. 1947: AAS 39 (1947), p. 117. Disc. Annus sacer, 8 dic. 1950: AAS 43 (1951), pp. 27-28. Disc. Nel darvi, 1° lug. 1956: AAS 48 (1956), p. 574s.