Padre Daniele Badiali

...ogni giorno partirò!

Home povero servo inutile

povero servo inutile

Carissimi,
non mi è facile scrivervi, soprattutto quando il mio cuore è ripetutamente aggredito da poveri che bussano, da mani che chiedono, da bambini che piangono, da mamme che portano i loro figli ammalati di morbillo o di verruga, una infermità tipica di queste zone.
La porta di casa è un continuo bussare. Questa mattina hanno iniziato alle 4,30, una ragazza oratoriana con la sorellina ammalata,... febbre alta... Non sapevo cosa fare, le ho dato un letto da dormire e due ore dopo la colazione... dentro di me mi ero anche arrabbiato perché erano venuti a svegliarmi a quell’ora. Poi ho pianto amaramente perché neanche quella volta ho aperto di buon cuore la mia porta a Gesù travestito da bambino ammalato.
In quel momento mi è apparsa chiara la fotografia del nostro mondo: noi, i ricchi, dormiamo tranquillamente sicuri di poterci svegliare ogni mattina al nuovo sole.
Loro, i poveri, sempre in piedi ad attendere il ladrone di notte e inviati a farci svegliare improvvisamente a qualsiasi ora della notte come se fossero messaggeri mandati da qualcuno per dirci: «Svegliati, devi morire, guarda me che soffro, sta arrivando anche la tua ora».
Così non ho più dormito e dentro di me sentivo urgente poter dire ad ognuno di voi questo tormento: «Dobbiamo morire, non dormite, lasciatevi svegliare dai più poveri, potrebbero essere gli inviati di Dio per la vostra salvezza». ... È Gesù stesso che ci chiede di vegliare e pregare mentre lui sta morendo.
Immediatamente mi risuona nel cuore il rimprovero di Gesù ai tre apostoli che non seppero vegliare neppure un’ora mentre Lui viveva, con abbandonata sofferenza, il dramma delle sue ultime ore di vita.
Chi ci farà stare svegli affinché non cadiamo in tentazione?
Le prove di questi ultimi mesi mi appaiono chiare davanti, fra tutte primeggia Giulio, la sua morte, il desiderarlo vicino a Gesù nel Paradiso.
L’ho conosciuto bene, era un amico carissimo, ci è stato portato via improvvisamente, di notte, ucciso dalla malvagità di uomini contrari alla carità.
Solo Dio può trasformare una morte così crudele in un tesoro prezioso per tutti noi, il sangue di un martire della carità. A me che sono nel buio della fede ha lasciato un solco profondo, quasi a dirmi: «Continua a fare la carità, a dare tutto gratuitamente... incontrerai Gesù».
Così i poveri, Giulio, sono i messaggeri inviati da Gesù a me per stare in preghiera, per non cadere in tentazione...
La mia preghiera è fatta in ginocchio per non cadere in superbia, è fatta di tanti chili di pasta regalata, di medicine donate per curare, di tanti soldi spesi per ... fare la carità ... di tanti ragazzi da educare.
Nella messa questa preghiera raggiunge il culmine della carità nel più completo stupore e nella più completa incredulità. Le parole di Gesù: «Prendete e mangiate... » diventano le mie parole. Subito penso a Giulio, si è lasciato prendere e mangiare...
Ma questo può essere solo un miracolo di Gesù.
Provate a ripeterle anche voi queste parole «Prendete e mangiate ...» come ha fatto Gesù che ha dato il suo corpo per noi.
Vi accorgerete che non potrete dirle se non offrite tutto di voi stessi, dal tempo libero ai soldi, da tanta pasta regalata a tutta la vostra vita regalata, gettata via come quella di Giulio... Non fatevi ingannare dai facili messaggi cristiani che cercano di vendere il Vangelo a basso prezzo o con pochi sacrifici.
Il prezzo che Gesù ci chiede per incontrarlo è molto alto, bisogna essere disposti a perdere tutto.
Io devo vivere come se dovessi incontrarlo ora, in questo istante... come se dovessi morire ora, in questo istante...
Ora mi appaiono come grazie ricevute tutti gli avvisi che ricevo ogni giorno dai poveri e che devono prepararmi alla morte.
Così devo ringraziare per tutte le sconfitte che vivo ogni giorno, sono il segno della benevolenza di Dio che mi vuole povero servo inutile.
Vi ringrazio per l’affetto e il bene che ricevo da ognuno di voi perdonatemi se non contraccambio con la stessa intensità, eppure vi assicuro che desidero solo imparare ad amare come Gesù.

Un abbraccio,

P.Daniele

S. Luis, 27/11/92